Bergamo, lì 25 settembre 2020

L’ANPI Provinciale di Bergamo esprime profonda preoccupazione per la Mozione presentata dai Gruppi Consiliari di maggioranza del Comune di Dalmine e che verrà discussa il prossimo 28 settembre, dove, di fatto, si equipara il nazi-fascismo al comunismo.
Si tratta di un messaggio strumentale e populista, privo di qualsiasi fondamento scientifico che giustifichi l’equiparazione tra i regimi nazifascisti e quelli comunisti: il comunismo è una teoria politica, un orizzonte a cui tendere e lo è stato per masse popolari distribuite in tutto il mondo, le quali con le loro lotte hanno spesso conquistato – al
di là e oltre le degenerazioni dei regimi politici – libertà le cui eredità sono state assorbite dalle democrazie più avanzate.
Inoltre, questa Mozione impegna il Sindaco a violare la Costituzione sulla quale ha giurato al momento del suo insediamento: la nostra Costituzione pone la pregiudiziale antifascista come elemento fondante, ma non professa l’anticomunismo. Questa Mozione svilisce e calpesta la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, alla quale hanno partecipato – sacrificandosi e perdendo la vita – migliaia di comunisti.
La Costituzione stessa è stata redatta anche grazie al contributo fondamentale dei comunisti, riconosciuti come interlocutori preziosi anche da chi, nelle altre forze politiche che hanno fondato l’Italia repubblicana, si trovavano su posizioni politiche diverse quando non diametralmente opposte.
Colpisce particolarmente che la Mozione provenga da chi, amministratore pubblico di Dalmine, dovrebbe ben conoscere la storia sociale e politica della propria Città, per molti aspetti legata alla sua fabbrica di riferimento, l’attuale Tenaris. Lì molte donne e molti uomini che idealmente si sono riconosciuti nei valori del comunismo hanno
rappresentato avanguardie di battaglie operaie dalle quali sono stati tratti benefici fondamentali per l’intera classe lavoratrice in tutto il Paese (si pensi alla sperimentazione sull’inquadramento unico che equiparava impiegati e operai, o ancora ad alcune piccole ma sostanziali innovazioni, dal riposo compensativo fino al welfare aziendale).
Offende, inoltre, la memoria del partigiano dalminese Natale Betelli,
operaio comunista della Dalmine, barbaramente ucciso di botte dai fascisti nel marzo del 1945, Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria e calpesta il ricordo di Albino Previtali, partigiano comunista, Presidente dell’ANPI di Dalmine fino alla sua morte, avvenuta nell’ottobre 2019.
La Costituzione Italiana deve essere il punto di riferimento anche per gli amministratori locali ed essa nasce in antitesi al fascismo; non c’è nessuna analogia che tenga con il comunismo che in Italia ha contribuito a fondare la nostra democrazia repubblicana. Auspichiamo, pertanto, che la Mozione venga ritirata dai Gruppi Consiliari proponenti. Qualora il Consiglio Comunale di Dalmine ratificasse, con un’apposita delibera, tale volontà, l’ANPI Provinciale
di Bergamo immediatamente – mobilitando tutte le forze democratiche e Antifasciste Dalminesi e non solo – si troverà costretta ad azioni legali nei confronti di un’Amministrazione Comunale che ha deciso, deliberatamente, di non rispettare la Costituzione Italiana nata dalla Resistenza antifascista.

Mauro Magistrati  Presidente ANPI Provinciale di Bergamo
Giorgio Marcandelli  Presidente Sezione ANPI Dalmine